Presumibilmente tutto questo 2011 sarà caraterizzato dall’iter del progetto di riforma dei parchi lombardi.
E’ un percorso tortuoso luci e ombre. Nel progetto di legge presentato dall’assessore Colucci si scorge una volontà di presenza più marcata della Regione. Questo può avere i suoi pregi e difetti. Fra i pregi l’appartenenza più esplicita al sistema regionale lombardo con la possibilità di diventare in futuro la terza infrastruttura della regione dopo sanità e trasporti. Maggiore dignità e capacità di interlocuzione istituzionale, quindi. Tra i potenziali difetti una perdita di ruolo dei Comuni, di cda e presidenti dei parchi a scapito di un approccio maggiormente eterodiretto dalla macchina amministrativa di Regione Lombardia. Meno politica e più burocrazia insomma.
Tra l’altro questo processo è aiutato e spinto dalla Finanziaria che ha previsto la scomparsa dei consorzi di funzione tra enti locali quali sono per la stragran parte, per l’appunto, i parchi regionali lombardi.
In altre parole, o si cambia natura ai parchi o si scompare.
La posizione del Parco Valle Lambro è di non essere pregiudizialmente contrario al progetto di riforma ma di andare a sedersi al tavolo valutando criticamente tutti gli aspetti, sottolineando quelli da rigettare, quelli migliorabili, evidenziando i problemi, suggerendo alternative.
Una partita complessa e difficile. Staremo a vedere
Emiliano Ronzoni
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