Parco della Valle del Lambro
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4 giugno 2010 - Sorpresa: la cementificata Brianza e' piu' verde di quanto si crede. Almeno nel Parco
L’area boschiva presente sul territorio del Parco Valle Lambro è in continua espansione.
I tecnici del Parco Valle Lambro hanno affrontato uno studio approfondito che ha portato alla redazione di una cartina la quale censisce la presenza di fasce alberate all’interno dei confini del Parco. Il responso è questo: più del 25% dell’area è boschiva. In cifre: degli 8.200 ettari, 2.190 sono boschi contro i 1350 ettari di area urbanizzata. Un dato in controtendenza con le convinzioni popolari che, senza paura di smentita, pensano che l’urbanizzazione si stia “mangiando” l’area boschiva. Non è così. Sul territorio del Parco Valle Lambro, si trovano tre nuclei forestali con maggiore densità: il Parco di Monza, l’asse Triuggio- Briosco- Inverigo e Monguzzo (bosco Buerga).
 
Riferimenti normativi.
La classificazione eseguita dai tecnici del Parco è stata portata avanti basandosi sulle descrizioni indicate nella Legge Regionale 31/2008, in particolare all’articolo 42 dove si dà la definizione di bosco. Si definisce tale “la formazione vegetale a qualsiasi stato di sviluppo di origine naturale o artificiale nonché i terreni su cui esse sorgono, con la presenza simultaneamente di vegetazione arborea o arbustiva”. I tratti distintivi strutturali che fanno di un’area un “bosco” sono i seguenti: larghezza di almeno 25 metri, superficie di 2000 metri quadrati e la copertura del suolo da parte di arborei o arbusti deve essere maggiore del 20% totale.
 
Dal 1990, le superfici forestali sul territorio del Parco Valle Lambro sono cresciute del 146%. La presenza tanto massiccia di aree boschive rischia di causare però disturbi all’ecosistema originario, flora e fauna compresa. A risentirne di più è l’agricoltura locale che subisce una continua erosione di suoi ambienti. Fatto che la porta ad essere un’attività complementare e non più uno strumento per il mantenimento del territorio.
 
Soluzioni immediate per evitare danni all’ecosistema.
Occorre evitare il pericolo di riduzione delle biodiversità, così come il paesaggio agricolo con le attività connesse. La crescita del bosco non può essere indiscriminata. Con questo lavoro si sono poste le basi per un vero e proprio studio di settore agro-forestale in cui definire le politiche per incrementare le tipologie verdi umide lungo i corsi d’acqua, potenziare la rete ecologica attraverso siepi, filari e fasce boschive, eliminare le specie esotiche e infestanti, sostituendole con specie autoctone e di pregio.
 
 
Il punto di vista del Presidente del Parco Valle Lambro Emiliano Ronzoni
Un approccio semplicistico ci ha portato a credere che la natura sia bene e l’uomo sia male. Non è così. La natura va lavorata, disegnata, custodita e governata. Oggi paradossalmente il vero problema è l’abbandono del territorio da parte dell’uomo. Via i contadini che rimane? Per prima cosa dobbiamo sviluppare politiche attive a difesa dell’agricoltura e poi progettare una presenza del verde qualificata e non indiscriminata”.
 
 
 
 
 
 
 


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