CALENDARIO 2025 DEL PARCO VALLE LAMBRO
GENNAIO

L'impianto di fitodepurazione in funzione
L'IMPIANTO DI FITODEPURAZIONE DI MERONE
Inaugurato nel marzo 2019 e realizzato in meno di tre anni, l’impianto di fitodepurazione di Merone è nato con lo scopo di garantire il miglioramento delle acque di pioggia che, raccolte dalla rete fognaria durante gli eventi meteorici intensi, venivano immesse nel fiume Lambro senza il preventivo trattamento del depuratore delle acque reflue di Merone.
I lavori dell’impianto di fitodepurazione di Merone sono stati inquadrati nel più ampio ambito delle opere di riqualificazione fluviale che hanno preso vita nel 2012 con il progetto LIFE+ Lambrovivo, di cui questa opera era certamente la più ambiziosa.
L’impianto è stato realizzato nei 10 mila metri quadrati di un’area di proprietà della società che gestisce il depuratore, che ha subito un importante processo di riqualificazione promosso dall’Ente Parco in collaborazione con svariati progettisti delle maggiori società italiane specializzate in fitodepurazione. Oggi è un esempio all’avanguardia tra gli impianti di finissaggio a valle dei depuratori di acque reflue.
Il risultato è stato un’opera importante per il miglioramento delle acque del fiume Lambro e il recupero dei suoi habitat, nonché un esempio di come sia possibile per l’uomo intervenire sull’ambiente utilizzando quasi esclusivamente materiali naturali.
FEBBRAIO

Un’opera che coniuga ambiente, tecnica e fruibilità
L'IMPIANTO DI FITODEPURAZIONE DI MERONE
L’opera è costituita da: un sistema di sollevamento delle acque sfiorate verso l’impianto vero e proprio; un sistema di pretrattamento per rimuovere i solidi grossolani; un secondo sistema di sollevamento a valle del pretrattamento; due vasche, suddivise ciascuna in due parti, dove avviene il trattamento a flusso sommerso; un sistema di insufflazione ad aria compressa per l’aerazione delle vasche; un percorso finale di ulteriore affinamento a superficie libera, costituito da laghetti naturali.
Il progetto ha saputo coniugare la vocazione ambientale con la fruibilità del territorio: l’area umida è stata riqualificata anche grazie ad una sentieristica discreta, che consente a cittadini e interessati di passeggiare lungo l’impianto e di vederlo all’opera.
Il depuratore di Merone e l’impianto di fitodepurazione sono inoltre meta di uno dei numerosi progetti di educazione ambientale che l’Ente Parco propone alle scuole del territorio, volto allo studio del fiume Lambro, delle sue acque e degli interventi che possono contribuire a salvaguardarle.
Il risultato è stato un’opera importante per il miglioramento delle acque del fiume Lambro e il recupero dei suoi habitat, nonché un esempio di come sia possibile per l’uomo intervenire sull’ambiente utilizzando quasi esclusivamente materiali naturali.
MARZO

Un esempio spettacolare di archeologia industriale
LA MINIERA DI BRENNO
La Miniera di Brenno è senz’altro uno dei luoghi più iconici e d’impatto del territorio del Parco, con il mastodontico canyon (di grande interesse geologico) e l’azzurro intenso delle acque che vi si sono raccolte.
Adibita a cava di estrazione della marna da cemento fino all’ottobre del 2013, oggi la miniera rappresenta uno splendido esempio di archeologia industriale che, però - come altri esemplari del territorio Brianzolo - rischiava di rimanere inutilizzato, abbandonato come ferita del paesaggio senza ulteriore valore produttivo o utilità per la cittadinanza.
Per questo la Miniera di Brenno è al centro di un progetto attuato dall’Ente Parco che prevede la riqualificazione ambientale e funzionale del sito, con il recupero di spazi sia per la fruizione da parte della cittadinanza sia per la difesa alluvionale. Il bacino di cavazione diventerà una vasca di laminazione per il contenimento delle acque di piena del torrente Bevera, il principale affluente del fiume Lambro.
APRILE

Una risorsa inestimabile per il contenimento delle acque
LA MINIERA DI BRENNO
I lavori di riqualificazione e di realizzazione della vasca di contenimento sono in corso. Durante gli episodi alluvionali di ottobre-novembre 2023 e aprile-maggio 2024, la vasca ha già avuto modo di mostrare la sua potenziale efficacia come elemento decisivo nella raccolta delle abbondanti e ricorrenti precipitazioni che si sono riversate nell’area dell’Alta Brianza lecchese.
Memore del successo riscosso dal piano di divulgazione e informazione relativo ai lavori di ripristino del Cavo Diotti, il Parco Valle Lambro ha deciso di proporne uno ad hoc anche in questa istanza, nell’intento di accorciare le distanze tra Parco e cittadini. Oltre al costante aggiornamento tramite canali di comunicazione dell’Ente e all’incontro tra esperti e popolazione, è previsto anche il coinvolgimento degli studenti della scuola secondaria di I grado di Costa Masnaga - in quanto maggiori testimoni e fruitori del cambiamento - con un progetto di Educazione Civica e Ambientale che toccherà trasversalmente temi scientifici e culturali.
MAGGIO

Un gioiello di riqualificazione ambientale
L'OASI DI BAGGERO E IL CENTRO PARCO DI MERONE
L’Oasi di Baggero occupa quella che un tempo era una cava della Cementeria di Merone, attiva dal 1928 al 1970 nell’estrazione di marna, ed è ora una delle protagoniste della riqualificazione del nostro territorio, ricco di storia da tramandare e natura da scoprire. È un perfetto esempio di come tutela degli habitat, conservazione della biodiversità e fruizione delle aree possano coesistere.
In quest’ottica si inseriscono gli interventi dell’Ente Parco, che a partire dal 2002 ha lavorato al ripristino della sentieristica e all’allestimento di un’area giochi e picnic, nonché al recupero dell’edificio una volta adibito a deposito della cementeria, completamente ristrutturato e trasformato in una struttura eco-compatibile: il Centro Parco, inaugurato nel 2015 e destinato ad iniziative di educazione ambientale. È inoltre possibile affittare le sale per eventi pubblici e privati, corsi, laboratori, attività di team building.
GIUGNO

Un gioiello di riqualificazione ambientale
L'OASI DI BAGGERO E IL CENTRO PARCO DI MERONE
Il Centro Parco di Baggero è pensato per ospitare attività didattiche e di educazione ambientale per scolaresche e cittadini. Studenti, appassionati, non addetti ai lavori frequentano e vivono l’Oasi e il nostro Centro quotidianamente, in uno spazio che promuove il connubio tra storia, ambiente, scienza, cultura e benessere.
Numerose le iniziative che il Parco Valle Lambro propone nel contesto suggestivo dell’Oasi e del Centro: ad esempio, questo è il luogo ideale per osservare il cielo diurno e notturno grazie ad un orizzonte sgombro e buio, lontano dall’inquinamento luminoso che ormai caratterizza le nostre città.
Periodicamente si svolgono serate di osservazione del cielo notturno in collaborazione con gruppi astrofili della zona.
LUGLIO

Il Casin e il lago – un legame indissolubile
CASIN DEL LAGO
Nata come struttura per il rimessaggio delle barche e postazione di pesca per chi non ne aveva una di proprietà, Casin del Lago ha attraversato alcuni anni di abbandono e degrado, finché il Parco Regionale della Valle del Lambro non ha avviato, nel 2004, un progetto di ristrutturazione dell’immobile.
L’intento è stato subito chiaro: trasformare Casin del Lago - ora dedicato ai bambini di Beslan - in un centro votato all’educazione ambientale. Al suo interno sono state allestite aule per lezioni frontali e videoproiezioni e per attività laboratoriali. È una delle strutture cardine per le attività di educazione ambientale che l’Ente Parco offre da anni a scolaresche e cittadini, grazie alle attrezzature e alla posizione privilegiata sulla costa orientale del lago di Alserio, area sottoposta a maggior tutela per le sue peculiari caratteristiche ambientali e quindi riconosciuta come un sito di particolare interesse a livello della Comunità Europea (Zona Speciale di Conservazione).
AGOSTO

Un luogo perfetto per vivere il Parco
CASIN DEL LAGO
Grazie alla posizione privilegiata, Casin del Lago si attesta come il luogo ideale per vivere il Parco, dove tutto è possibile: passeggiate, navigazione, attività pratiche o divulgazione teorica.
Durante l’anno scolastico Casin del Lago è quasi quotidianamente occupata dalle classi (di tutte le età) che ogni anno partecipano numerose ai progetti didattici offerti dal Parco Valle Lambro; nei fine settimana è invece meta di pellegrinaggio di molti cittadini o turisti.
La struttura è raggiungibile a piedi, attraverso il Bosco della Buerga e lungo il Sentiero Natura, ovvero un bel percorso pannellato - ora in fase di rinnovamento – che si propone di fare divulgazione scientifica, prevalentemente in materia di botanica ed ecosistemi delle aree umide. È possibile anche approdare a Casin del Lago a bordo della barca elettrica Amicizia, preziosa risorsa impiegata nelle attività didattiche e in una serie di iniziative aperte ai cittadini.
SETTEMBRE

Oggi - Il Cavo Diotti in funzione
CAVO DIOTTI
Il Cavo Diotti, diga d’interesse nazionale più antica d’Italia, è stato edificato nel 1812 – su proposta dell’Avvocato Diotti, da cui ha preso il nome – per ovviare alle ricorrenti e violente alluvioni della Piana d’Erba che hanno segnato la fine del Settecento nonché per regolare le portate del fiume Lambro, condizione necessaria per la nascente manifattura brianzola. La sua costruzione ha completato il processo di bonifica iniziato con la rettifica del torrente Lambro – ora noto come Lambrone – che fino ad allora scorreva tra il lago di Pusiano e il lago di Alserio.
Due secoli di storia hanno portato il Cavo Diotti tra le cure del Parco Regionale della Valle del Lambro, che ha provveduto ad avviare un lungo processo di ristrutturazione, generato anche da episodi come la terribile alluvione del 2002, che ha comportato ben 35 milioni di euro di danni lungo il Lambro da Pusiano a Monza.
Oggi la diga è attiva e contribuisce a scongiurare il rischio di esondazione nei territori a valle tramite il controllo delle acque del Lambro e del lago di Pusiano, con il suo volume di invaso regolato pari a 12.705 milioni di metri cubi.
Il cantiere più impegnativo ha preso il via nel 2011, per poi arrivare al primo anno di collaudo nel 2015: da quel momento, la diga è stata sempre in funzione.
OTTOBRE

Ieri - Il Cavo Diotti prima del cantiere
CAVO DIOTTI
Gli anni di cantiere al Cavo Diotti – ed in particolare il periodo di ristrutturazione delle opere in alveo – potevano comportare per la valle del Lambro un pericolo molto simile a quello vissuto nel 2002, quando le paratoie della diga, allora di proprietà privata, erano fuori servizio.
Il Parco Valle Lambro ha deciso allora di precorrere i tempi e coinvolgere i cittadini in un percorso di divulgazione e informazione in merito ai lavori, con una serie di incontri aperti al pubblico, in collaborazione con i Comuni, con l’intervento di tecnici esperti e la distribuzione di un fumetto dedicato ai più piccoli. L’intento era quello di anticipare i disagi che probabilmente il cantiere avrebbe procurato e spiegare i vantaggi che il compimento dei lavori avrebbe portato.
Il percorso trovò il suo culmine con l'organizzazione di un'esercitazione di Protezione Civile a livello regionale con quattro Prefetture, quattro Province e decine di Comuni interessati, rivelatasi poi provvidenziale: poco dopo, un evento alluvionale impose l’adozione delle misure apprese in sede di esercitazione, andate a buon fine soprattutto grazie alla partecipazione consapevole e “allenata” dei cittadini.
L’opera di divulgazione intrapresa si attesta come il più grande successo del progetto Cavo Diotti, dopo la ristrutturazione stessa: il cantiere delle opere in alveo, infatti, si è svolto nel 2014 – uno degli anni più piovosi dell’ultimo secolo – e malgrado questo le conseguenze per la valle sono state comunque limitate.
NOVEMBRE

Una diga nel bel mezzo del Parco
AREA DI LAMINAZIONE DI INVERIGO
L’Ente Parco ha competenze idrauliche dal 2009, anno in cui è stata istituita una nuova struttura dedicata alla riqualificazione fluviale intesa come attività di ingegneria idraulica e naturalistica, così da rispondere appieno all’indicazione normativa di “tutelare e riqualificare le risorse idriche e naturalistiche dei laghi, bacini e corsi d’acqua presenti, nonché le relative sponde e fasce di rispetto”.
Se da un lato il Cavo Diotti è stato la prima infrastruttura idraulica la cui gestione è stata delegata, a partire dal 2009, all’Ente Parco, dall’altro la diga delle Fornaci è stata la prima struttura di regolazione realizzata ex novo dal Parco Valle Lambro e da questo presa in carico.
La diga o, meglio, l’area di laminazione di Inverigo, è a tutti gli effetti un’opera idraulica realizzata nel centro del Parco volta a proteggere dalle esondazioni i comuni situati a valle.
Il suo sistema è composto da una traversa di regolazione, che chiude un invaso cosiddetto “in linea” perché sbarra il corso principale del fiume, e tre linee arginali a protezione di altrettanti abitati (Cascina Cattafame ad Inverigo, Fornace Consonni e Molino Nuovo a Nibionno).
Il risultato è stata un’opera ben inserita nel territorio e con una ricaduta - in termini di compensazioni ambientali - ben oltre ogni aspettativa: infatti, gli interventi diffusi sul territorio, realizzati contestualmente alle opere idrauliche, sono stati premiati con un cofinanziamento dell’Unione Europea.
DICEMBRE

L'area di esondazione controllata in funzione
AREA DI LAMINAZIONE DI INVERIGO
L’area di esondazione controllata di Inverigo è una diga d’interesse regionale con una capacità massima di circa 1 milione di metri cubi d’invaso.
Grazie anche ai risultati conseguiti dal Parco Valle Lambro nell’ambito della gestione delle acque, sono cambiate molte cose: innanzitutto, ora c’è una legge regionale, la 4 del 2016, che stabilisce l’importanza della manutenzione dei corsi d’acqua e indica i Parchi regionali quali Enti deputati a cooperare nella gestione fluviale; inoltre, non sono pochi gli Enti che hanno tratto ispirazione dall’operato del Parco Valle Lambro - ritenuto esempio virtuoso di gestione delle acque – per ideare progetti nei territori di competenza, contribuendo alla diffusione di questo nuovo ed efficace modello d’intervento e gestione.